Abstract (Italiano)
Negli anni Settanta del Novecento i Media Studies britannici svilupparono un paradigma interpretativo fondato sull’analisi dell’ideologia, della rappresentazione e del bias informativo, assumendo che i testi giornalistici costituissero luoghi privilegiati attraverso cui osservare la riproduzione dei rapporti di potere e dell’egemonia culturale. In questo contesto, il contributo di Wes Sharrock rappresenta una delle più radicali critiche epistemologiche al nuovo paradigma dominante: attraverso il confronto con l’etnometodologia di Harold Garfinkel e con la Membership Categorization Analysis elaborata da Harvey Sacks, Sharrock mette in discussione l’idea che il significato possa essere dedotto direttamente dal contenuto dei testi, sostenendo invece che esso emerga dalle pratiche interpretative dei membri della società. Il presente articolo ricostruisce questa svolta teorica, mostrando come la critica di Sharrock non riguardi esclusivamente le procedure della Content Analysis, ma l’intero paradigma rappresentazionale dei Media Studies. L’etnometodologia propone una diversa concezione dell’informazione, nella quale il testo giornalistico non costituisce un deposito di significati ideologici preesistenti, bensì una risorsa pratica attraverso cui lettori e giornalisti producono, negoziano e rendono intelligibile la realtà sociale.
Abstract (English)
During the 1970s British Media Studies developed an interpretative framework centred on ideology, representation and media bias, assuming that news texts primarily reflected broader structures of cultural power and political hegemony. Within this context, Wes Sharrock’s contribution represents one of the most radical epistemological critiques of the new dominant paradigm: drawing upon Harold Garfinkel’s ethnomethodology and Harvey Sacks’ Membership Categorization Analysis, Sharrock questioned the assumption that meaning could be inferred directly from media texts, arguing instead that meaning emerges through the practical interpretative activities of ordinary social members. This article systematically reconstructs this theoretical shift, arguing that Sharrock’s critique extends far beyond methodological objections to content analysis and challenges the representational assumptions underlying Media Studies as a whole. From this perspective, news texts should not be understood as repositories of ideological meanings but as practical resources through which journalists and audiences collaboratively accomplish intelligibility.